Ricominciare dalla speranza   Lc 21, 25-38.34-36

Sono passati appena diciotto anni da quando abbiamo varcato la soglia dell'anno duemila, ma sembra di essere ormai in un'altra epoca. Si chiudeva allora un secolo in cui si erano vissute le più grandi tragedie della storia, ma quel passaggio è stato vissuto all'insegna dell'ottimismo, sospinti dall’invito del papa a prendere il largo. Dopo il crollo del muro di Berlino e la fine dell’Unione Sovietica pensavamo che si sarebbe aperta un’era di pace e di benessere per l’Europa e per tutto il mondo. Guardavamo al nuovo millennio pensando che l’insegnamento tratto dalle due grandi guerre avrebbe ispirato le scelte dei capi delle Nazioni, orientandole a costruire un mondo giusto per tutti. L'avanzare poi nel nuovo millennio ci ha presto fatto ricredere, per cui a breve distanza dal passaggio del duemila possiamo dire che le speranze che avevamo nel cuore sono ormai del tutto finite.

Con l’avanzare nel nuovo secolo abbiamo dovuto ben presto fare i conti con la realtà e rinunciare ad ogni illusione. Il manifestarsi del terrorismo di matrice islamica, la grande crisi economica iniziata nel 2007 e il diffondersi dell’individualismo che porta a chiudersi nell'interesse nazionale hanno messo una pietra tombale sulla speranza.

Anche gli uomini antichi, quando riflettevano sulla storia, consideravano le catastrofi naturali o i drammi prodotti dall’uomo come il segno di un mondo governato dal caos.


+ Dal Vangelo secondo Luca

« In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo». ».

Anche la Sacra Scrittura contiene una riflessione sul tempo, in essa vengono prese in considerazione le grandi tragedie vissute dal popolo ebraico: l'esilio a Babilonia, la persecuzione da parte di Antioco IV Epifane, o per i discepoli di Gesù la persecuzione da parte dei romani. La riflessione sulla storia ha generato un particolare linguaggio che attraverso visioni simboliche e fatti clamorosi, trasmette una sensazione terrificante e spaventosa. Ma la visione profetica rimane aperta alla speranza e annuncia la certezza che pur in mezzo a questi fatti spaventosi si realizza il venire di Dio e la costruzione della sua giustizia. L'autore biblico garantisce sempre che in ultimo ci sarà il venire del Figlio dell'uomo che sconfiggerà il male e manifesterà la vittoria del bene.

L'analisi dell'oggi ci porta a una domanda:

Anche il tempo che stiamo vivendo è condizionato da un clima di paura che ci spinge a rinchiuderci in noi stessi e a guardare agli altri con diffidenza.

C’è un’alternativa possibile al cadere nella paura che ci paralizza e al rinchiuderci nella ricerca del benessere individuale?

La parola di Gesù apre ad una diversa prospettiva: annunciando la venuta del Signore, egli invita a vedere il tempo della vita e della storia come lo spazio nel quale Dio sta costruendo un suo disegno di amore. Questo disegno, iniziato con la creazione e manifestato con la venuta di Gesù, si sta costruendo attraverso gli avvenimenti della vita e un giorno si compirà e si manifesterà. Guardare al tempo, alla luce di questa Parola, vuol dire essere protesi in avanti; il futuro è il tempo nel quale il disegno dell’amore di Dio si compirà. È vero che c’è la crisi economica, è vero che ci sono fatti dolorosi, ma Dio non ha ritirato il Suo amore, il futuro sarà ancora guidato da Dio e verrà il giorno in cui il Signore realizzerà il suo Regno. Guardare al futuro animati da speranza, offre ragioni per non lasciarci schiacciare dalle difficoltà. Credere che Dio sta costruendo nella storia del mondo la Sua storia di amore, ci dà la responsabilità di impiegare il tempo che abbiamo a disposizione per fare scelte corrispondenti alla volontà di partecipare e collaborare alla costruzione del disegno di Dio. Come guardare all’inizio di un nuovo anno? Possiamo correre il rischio di lasciare che il tempo ci scorra sopra, o possiamo guardare al tempo come ad una nuova

il Parroco